Sonno di qualità o sonno disturbato?

Materassi auto-modellanti, “cuscino struzzo”, biomagneti e sensori che emettono scosse se si inizia a russare. Sono alcune delle numerose soluzioni per poter dormire meglio, proposte ai circa 12 milioni di italiani che soffrono di problemi del sonno. Ma cosa funziona davvero e cosa, invece, non è efficace? Lo abbiamo chiesto agli “esperti del sonno” per capire su cosa vale la pena investire per fare davvero sogni d’oro. Materassi. a molle, in lattice, in poliuretano. Ma qual è il materasso giusto?come risolvere i problemi del sonno? I ricercatori dell’università dello Iowa hanno messo a confronto la qualità del sonno di chi dorme sul materasso a molle e chi, invece, su quello in lattice. Non sono state riscontrate differenze significative, ma i soggetti che dormivano sui materassi in lattice avevano meno micro-risvegli (quelli che si ripetono ogni 20 secondi) rispetto a chi riposava su quello a molle.



Tra i più pubblicizzati, c’è il materasso in poliuretano visco-elastico (alcuni indicati come memory foam) che si automodella sotto il peso del corpo. Viene indicato per chi soffre di mal di schiena, cervicali ed ernie ma a riguardo non esistono studi e gli esperti non si pronunciano. «Quello che conta è la qualità mentre la maggior parte delle persone non considera il materasso come un investimento per la salute e cerca la soluzione più economica», avverte Luigi Ferini Strambi, neurologo e responsabile del Centro del sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano. Nel caso dei “memory”, quelli di qualità migliore sono multi-zona, cioè hanno livelli diversi di durezza a seconda della parte del corpo che vi poggia. È importante anche la temperatura della camera da letto: se è bassa, la schiuma si indurisce e anziché provare sollievo qualcuno avverte addirittura dolore. Altro fattore che può determinare la buona o cattiva resa di qualsiasi materasso è la struttura di appoggio. «È più corretto parlare di sistemaletto perché il comfort del sonno è determinato non solo dal materasso ma anche dalla rete che lo sostiene e dal cuscino», spiega Giuseppe Andreoni, docente del Laboratorio di Ergonomia Fisica presso il Politecnico di Milano e consulente del Consorzio Produttori Italiani Materassi di Qualità. «Un sistema letto è veramente ergonomico quando permette un buon recupero fisico dell’intero sistema muscolo-scheletrico, ma non siamo tutti uguali: c’è chi russa, chi soffre di reflusso gastro-esofageo e chi è allergico. Perciò, non esiste un materasso migliore in assoluto: ciascuno deve trovare il suo provandolo prima dell’acquisto».

Cuscini. Anatomici, auto-modellanti, imbottiti con erbe rilassanti. C’è persino il “cuscino struzzo” in cui infilare completamente la testa per isolarsi dal resto del mondo. «Anche il cuscino va scelto in base alle proprie esigenze: chi soffre di cervicale dovrebbe dormire con un guanciale basso (non troppo almeno 11 cm) mentre chi russa ha bisogno che sia più alto», spiega Strambi. Attenzione al boom dei cuscini orientali venduti a prezzi stracciati nei mercati o nei discount. «Il cuscino è molto vicino al naso e alla bocca con cui respiriamo perciò meglio evitare prodotti scadenti e di dubbia provenienza che oltretutto potrebbero essere pieni di batteri e provocare reazioni allergiche», avverte il neurologo.

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